Kiwi o actinidia

La coltivazione del kiwi si è diffusa in Italia a partire dagli anni ‘60 e oggi se ne producono oltre 520.000 tonnellate.

La coltivazione del kiwi si è diffusa in Italia a partire dagli anni ‘60 e oggi se ne producono oltre 520.000 tonnellate.

Il frutto del kiwi viene prodotto da una pianta che si chiama Actinidia, originaria di una vallata dello Yang-tze cinese, dove cresce in maniera spontanea.

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Actinidiaceae, genere Actinidia.

La parola “Actinidia” dovrebbe derivare, secondo la maggior parte degli studiosi, dal greco ἀκτίς, -ῖνος actis, -inos raggio, in riferimento agli stili raggianti. Altri ritengono che possa derivare, sempre dal greco, ἄκτῐνος áctinos sambuco e da εἶδος eídos sembianza, perché i rami di questa pianta sono midollosi come quelli del sambuco.

Il nome kiwi invece deriva dal māori huakiwi, che letteralmente significa “frutto del kiwi” o “uovo di kiwi”, a causa della peluria di colore bruno che ricorda l’uccello caratteristico della Nuova Zelanda, stato in cui si diffuse nel Novecento grazie agli inglesi. Il “kiwifruit”, abbreviato in kiwi, venne importato in Italia negli anni 60 del ‘900, dove si diffuse inizialmente in Emilia Romagna e poi in Lazio, Piemonte, Veneto e, in sud Italia, in Campania e Calabria. Alcune coltivazioni sono presenti anche in Lombardia.

La pianta del kiwi è rampicante e può raggiungere i 10 m di altezza. Il fusto ha tralci che portano gemme miste e a legno e un apparato radicale superficiale. Le foglie sono decidue (cadono cioè in autunno), semplici e cuoriformi, con un picciolo molto lungo.
Sono piante in cui i fiori maschili e femminili non sono sullo stesso individuo, ma su individui separati (si tratta cioè di una specie dioica). I fiori possono essere singoli o raggruppati in 2 o 3 e la fioritura comincia a maggio. L’impollinazione è principalmente entomofila, cioè favorita dagli insetti, e in parte anemofila, aiutata dal vento. Gli agricoltori che coltivano actinidia, durante la fioritura, per favorire l’impollinazione acquistano e distribuiscono insetti impollinatori, come i bombi, o sfruttano metodi meccanici o manuali.

Il frutto è una bacca ricoperta di peluria e la polpa, in molte varietà, è verde e ricca di piccoli semi neri disposti intorno ad un cuore di colore bianco. Negli ultimi anni si sono molto diffuse anche varietà a polpa gialla, dalla forma più allungata e con buccia priva di pelucchi.

Esistono anche varietà bicolor, nelle quali la polpa nella parte centrale è di un colore più acceso, in alcuni casi addirittura rosso, o varietà le cui dimensioni del frutto sono simili a quelle degli acini di uva e hanno la polpa liscia e commestibile (kiwi baby o mini-kiwi).

I frutti vengono raccolti in autunno, tra ottobre e dicembre, ma viene commercializzato tutto l’anno. Dopo la raccolta vengono inoltre selezionati, anche in base al calibro. Il frutto del kiwi contiene altissimi livelli di vitamina C, quasi doppia rispetto agli agrumi, e un enzima, chiamato actinidia, che favorisce la digestione delle proteine. Per accelerare la maturazione dei kiwi è consigliabile riporli vicino a mele, banane e pere, che rilasciano etilene, un gas che favorisce la maturazione.

Esistono degli scioglilingua che utilizzano la parola kiwi, come il famoso “Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?“. Non esistono invece poesie famose o celebri relative a questo frutto.

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