intervistata: Laura Biloni
Giovane allevatrice, classe 2000, dell’Azienda Agricola Biloni Savio di Brescia, diplomata all’Istituto Pastori. Insieme ai fratelli, si sta dedicando alla gestione dell’azienda di famiglia: un graduale cambio generazionale che, in poco
La forza della continuità nell’impresa di famiglia
COME È NATA E COME SI È EVOLUTA L’AZIENDA DI FAMIGLIA?
La nostra azienda agricola affonda le sue radici nel 1984, anno in cui mio nonno decise di separarsi dall’azienda di famiglia. Inizialmente, l’attività è partita con un nucleo di 30 vacche in lattazione e circa 10 ettari di terreno coltivato.
Con il passare del tempo e grazie a un percorso di costante sviluppo, la realtà aziendale è cresciuta in modo significativo, arrivando oggi a contare 200 vacche in lattazione e circa 240 ettari di campi coltivati oltre ad un allevamento di suini ed un impianto Biogas. Dal punto di vista generazionale, io appartengo alla terza generazione.
Sono nata nel 2000, e sebbene mio non – no e mio padre abbiano preso in mano l’azienda ampliandola nel corso degli anni, oggi io e i miei fratelli rappresentiamo la sua spalla fondamentale e il futuro della gestione. La nostra struttura familiare e lavorativa è oggi suddivisa con grande precisione tra i vari membri.
Mio fratello Andrea, il più grande, è nato nel 1997 ed è attualmente impegnato nella gestione agronomica e del nostro impianto di Biogas, attivato nel 2023 e alimentato con liquame, letame, trinciati e sorgo. Io mi dedico principalmente alla parte amministrativa e alla gestione diretta della stalla, mentre mio papà Savio, nato nel 1970, segue da vicino il settore dei suini e tutte le necessità operative e pratiche dell’azienda.
Infine, abbiamo i più giovani: mio fratello Paolo, nato nel 2008, che non appena terminerà gli studi entrerà ufficialmente a far parte dell’organico aziendale, e mia sorella più piccola che sta attualmente continuando il suo percorso di studi.
È interessante notare come la formazione scolastica ci accomuni profondamente: sia mio papà, sia io, sia i miei fratelli abbiamo conseguito il diploma all’Istituto Agrario Pastori, e una volta terminati gli studi tutti noi abbiamo deciso di fermarci stabilmente in azienda, investendo le nostre competenze direttamente sul campo.
Oltre ai familiari, l’organico si completa con 7 dipendenti, di cui due operano come mungitori fissi e due sono interamente dedicati all’alimentazione dei suini. Nel corso del tempo abbiamo provato a ricercare personale direttamente nelle scuole tra gli studenti che avevano da poco concluso il loro percorso formativo, ma non è stato semplice.
Una possibile chiave di lettura di questa difficoltà è che lo studente di agraria, se nutre il desiderio di lavorare concretamente in stalla, tende solitamente a proseguire l’attività nell’azienda di famiglia, mentre chi sceglie di non continuare nell’impresa domestica preferisce orientarsi verso realtà aziendali che forniscono servizi al sistema agrozootecnico. Per questo motivo risulta complesso inserire studenti di agraria freschi di diploma direttamente in azienda: li consideriamo profili indubbiamente potenziali, ma trovarne di disponibili rimane un’impresa ardua.
La gestione del personale, del resto, rappresenta un ambito complesso che dobbiamo amministrare direttamente noi come famiglia. Non è un compito semplice, soprattutto per quanto mi riguarda personalmente: essendo una giovane ragazza, talvolta riscontro difficoltà nel farmi rispettare pienamente e nell’avere voce in capitolo con i dipendenti.
Si tratta di una dinamica isolata che emerge unicamente nei rapporti lavorativi a causa di culture differenti che tendono ancora a relegare la donna a ruoli marginali, sia all’interno di una gerarchia familiare sia in un sistema lavorativo dove le decisioni tradizionalmente sono prese da figure maschili.
Fortunatamente, all’interno dell’azienda ricevo un supporto fondamentale dalla mia famiglia, che interviene attivamente nei momenti in cui potrebbero verificarsi attriti con i dipendenti, ristabilendo il giusto equilibrio e la mia autorevolezza.


“ Oggi ci troviamo a gestire due distinte stalle per i bovini, una stalla per i suini e un impianto a biogas. ”
QUALI SONO LE PRINCIPALI INNOVAZIONI TECNOLOGICHE, LE SCELTE DI SOSTENIBILITÀ DEL VOSTRO ALLEVAMENTO?
Il nostro percorso imprenditoriale non si è limitato alla crescita tradizionale, ma ha abbracciato con decisione la strada dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale e dell’efficienza produttiva. Nel settore zootecnico, oltre all’allevamento dei bovini, nel 2011 abbiamo acquisito un allevamento di suini che al momento dell’acquisto contava 2000 posti all’ingrasso.
Nel 2020 abbiamo sottoposto la struttura a una profonda ristrutturazione, arrivando oggi a una capienza complessiva che raggiunge i 3600 posti; qui acquistiamo i suinetti e li alleviamo specificamente per la filiera del prosciutto di Parma.
Per quanto concerne il fronte della sostenibilità energetica, sempre nel 2020 abbiamo realizzato due importanti impianti fotovoltaici: uno installato sull’allevamento dei suini e l’altro su quello delle vacche. Non ci siamo fermati qui, poiché tra qualche mese investiremo in un ulteriore impianto fotovoltaico destinato all’ultima stalla che abbiamo acquistato proprio pochi mesi fa.
Entrando nel dettaglio dei numeri, i primi impianti realizzati vantano rispettivamente una potenza di 45 kilowatt e di 53 kilowatt, il nostro impianto a biogas produce 250 kilowattora, mentre per il nuovo impianto siamo attualmente nella fase iniziale di progettazione e installazione.
Le innovazioni hanno riguardato anche il benessere animale e la gestione agronomica. Nel 2016 abbiamo fortemente voluto introdurre il sistema di monitoraggio a collari per le vacche. Si tratta di uno strumento estremamente utile perché, indipendentemente da dove ci troviamo, ci consente di monitorare costantemente lo stato di salute degli animali, permettendoci di intervenire tempestivamente ancora prima che si manifestino sintomi evidenti agli occhi dei mungitori. Agire con questo anticipo significa curare meglio l’animale e prevenire le problematiche sanitarie. Questa innovazione era un desiderio che mio padre coltivava da tempo e, non appena mio fratello ha terminato la scuola, siamo riusciti a realizzare questo autentico sogno nel cassetto.
Altre significative innovazioni sono state introdotte negli ultimi tre anni anche sul piano agronomico, dove abbiamo installato 4 impianti pivot affiancati ad altri sistemi di irrigazione a pioggia. Per quanto riguarda le strategie di sviluppo futuro, non abbiamo in programma investimenti che vadano ad aumentare ulteriormente il volume complessivo dell’azienda. A un chilometro di distanza dalla nostra sede principale, dal 2023 abbiamo preso in affitto un’azienda agricola che stava cessando l’attività: una cascina vecchia che ora necessita di essere ristrutturata e dove attualmente teniamo la rimonta.
Trovandoci nel Comune di Brescia, in una zona limitrofa e vicinissima alle porte della città, dobbiamo fare i conti con vincoli territoriali e ambientali non indifferenti. La nostra azienda possiede già dimensioni notevoli per questo contesto, motivo per cui non ci concentriamo sulla quantità o sull’espansione dei volumi, bensì sulla qualità e sull’efficienza gestionale. Anche dal punto di vista produttivo, pur dando il giusto peso al quantitativo di litri di latte munti per capo al giorno, non cerchiamo forzatamente di spingere la produzione delle nostre vacche al limite, preferendo puntare decisamente sulla qualità superiore del prodotto finale.
Quando abbiamo scelto di investire nella nuova stalla per la rimonta, l’operazione si è rivelata complessa dal punto di vista burocratico e, inizialmente, anche logistico, ma con il tempo siamo riusciti a gestire tutto al meglio. Di fatto, oggi ci troviamo a gestire due distinte stalle per i bovini, una stalla per i suini e un impianto a biogas, tutti opportunamente distanziati tra loro sul territorio.
Infine, trovandoci a due passi dalla città di Brescia, custodiamo un sogno nel cassetto: poter aprire un giorno le porte della nostra azienda ai bambini, alle scolaresche e alle famiglie. Molte persone che abitano vicinissimo a noi non conoscono affatto la filiera del latte e non hanno mai visto una vacca da vicino; adeguare la nostra azienda attraverso una struttura idonea ad accogliere il pubblico potrebbe rappresentare una risorsa straordinaria di cultura, educazione e sensibilizzazione per l’intera cittadinanza.



IN CHE MODO L’ESPERIENZA COME CONSIGLIERE COPRA HA ARRICCHITO IL TUO PERCORSO PROFESSIONALE E QUALE VALORE AGGIUNTO RAPPRESENTA OGGI IL SISTEMA COOPERATIVO PER LE AZIENDE AGRICOLE?
Il mio coinvolgimento nel mondo cooperativo attraverso il ruolo di Consigliere COPRA è nato in modo inaspettato. Il mondo della cooperazione in parte già lo conoscevo, siamo soci di Latteria Soresina oltre che di Copra. Non avrei mai pensato di ricoprire un giorno questo incarico, in quanto non rientrava inizialmente nelle mie corde; eppure, quando mi è stato chiesto di farlo, ho deciso di mettermi in gioco senza esitazioni.
Oggi mi trovo a operare all’interno di un consiglio eterogeneo, che comprende diverse fasce d’età, e la presenza attiva di due consiglieri giovani incide in modo significativo sulle dinamiche decisionali. Vivere la cooperativa da dentro, indossando la veste di consigliere, permette di scoprire e comprendere aspetti che solitamente si danno per scontati, ma che nella realtà dei fatti si rivelano fondamentali e di importanza vitale.
Per questa ragione mi sento di consigliare caldamente ad altri giovani di intraprendere questo percorso diventando consiglieri in cooperativa, poiché rappresenta un’occasione di crescita preziosa anche per la gestione della propria azienda agricola; bisogna avere il coraggio di lanciarsi e di uscire con determinazione dalla propria zona di comfort. A conferma di ciò, mi è capitato più volte all’interno della mia azienda di riuscire a risolvere problemi analoghi a quelli del consiglio di amministrazione, criticità che prima di allora non immaginavo nemmeno potessero essere risolte in quel modo.
Credo fermamente che il sistema cooperativo offra vantaggi concreti e pratici ineguagliabili: dal punto di vista dei servizi, una cooperativa offre molto di più rispetto a una semplice azienda dedita unicamente alla vendita di materie prime. Nella cooperativa non sei trattato come un semplice numero, ma vieni riconosciuto come una realtà da accudire, assecondare e a cui dedicare costante attenzione.
In un mercato complesso caratterizzato da forti e continue oscillazioni dei prezzi, le cooperative sono destinate a diventare sempre più un punto di riferimento imprescindibile per le aziende agricole. Rappresentano una struttura e un’organizzazione solida che lavora concretamente per contenere i costi delle materie prime.
Inoltre, se i consigli di amministrazione vedessero una partecipazione sempre maggiore di consiglieri giovani, diventerebbe inevitabile superare la logica delle conseguenze a breve termine nelle scelte e negli investimenti. Al contrario, uno sguardo giovane e proiettato al futuro applicato alla cooperativa porterà inevitabilmente alla creazione di realtà cooperative sempre più resilienti, strutturate e lungimiranti.
“ Il ruolo di consigliere in cooperativa è un’opportunità di crescita per la propria azienda. Bisogna avere il coraggio di lanciarsi oltre la propria zona di comfort. “





