Il fico comune (Ficus carica L.) è un albero da frutto che ha origini antichissime e che proviene dall’attuale Turchia. Appartiene alla famiglia delle Moraceae.
Si tratta di una pianta caducifoglia che può raggiungere dai 3 ai 10 m di altezza, con un tronco breve e contorto, con rami che creano una chioma espansa. La corteccia è sottile e liscia, di colore grigio argenteo o cenere. Tutti i tessuti della pianta secernono un latice bianco e acre, molto irritante per la pelle se esposto alla luce del sole. Le radici sono robuste, espanse e superficiali, ma si possono insinuare in profondità nei terreni più sassosi. Le foglie sono palmate-lobate, divise in 3 o 5 lobi, di colore verde scuro sulla pagina superiore, ruvida al tatto, e più chiare e con nervature in rilievo sulla pagina inferiore (sono anche coperte da una leggera peluria).
La vera particolarità botanica del fico è il suo sistema riproduttivo: quello che comunemente viene chiamato “frutto” è il siconio (una infiorescenza che poi diviene infruttescenza). Il siconio è un ricettacolo carnoso e cavo a forma di pera.
I fiori sono piccolissimi, unisessuali e totalmente racchiusi all’interno del siconio. Comunicano con l’esterno attraverso l’ostiolo, un piccolo foro che si trova all’estremità opposta del picciolo.
I veri frutti botanici sono gli acheni, cioè i minuscoli e numerosissimi granelli croccanti immersi nella polpa dolce del siconio.
La distinzione botanica tra pianta maschio e femmina è molto complessa: il caprifico (considerato come pianta maschile che produce il polline) ha nel frutto parti complete sia femminili (ovari adatti a ricevere il polline) che maschili. La parte femminile diventa sterile a causa di un microscopico insetto (Blastophaga psenes, una vespa) che vive negli ovari, le cui femmine sciamano fuori dal frutto portando con sé il polline e andando a fecondare la pianta femmina (chiamata fico vero o fico edule). Il frutto del caprifico non è commestibile.
L’uomo ha però selezionato molte varietà commestibili a maturazione partenocarpica, che cioè av viene anche se non c’è stata fecondazione. In queste piante, comunque, in presenza della vespa del fico, può av venire la fecondazione di alcuni ovuli. In questi casi si possono notare delle differenze di forma, colore e struttura interna dei siconi.





