ColtivaItalia

ColtivaItalia rappresenta un intervento finanziario significativo per l'agricoltura italiana, con uno stanziamento di oltre 1,14 miliardi di euro.

Risorse e strumenti concreti per le imprese agricole

Il disegno di legge Coltivaitalia ha superato il vaglio della Camera dei Deputati il 6 agosto 2026 con 150 voti a favore e 97 astenuti. Ora attende l’approvazione definitiva del Senato, attesa tra settembre e ottobre. L’obiettivo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste è rendere le risorse disponibili nei primi mesi del 2027, una volta emanati i decreti attuativi. Per le imprese agricole si tratta di uno degli interventi finanziari più rilevanti degli ultimi decenni, paragonabile per portata alla legge Quadrifoglio del 1977.

“ Per le imprese agricole si tratta di uno degli interventi finanziari più rilevanti degli ultimi decenni, paragonabile per portata alla legge Quadrifoglio del 1977. “

Lo stanziamento complessivo supera il miliardo di euro, con una cifra intorno a 1.140 milioni. Di questi, circa 970 milioni sono destinati alla Strategia per la Sovranità alimentare, il vero nucleo del provvedimento. Tre filiere strategiche ricevono ciascuna circa 300 milioni di euro. La prima riguarda cereali e proteine vegetali: grano tenero, orzo, mais, soia e altre colture considerate prioritarie perché l’Italia presenta ancora un deficit produttivo significativo. L’obiettivo è incentivare la coltivazione nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni, con effetti diretti sulla disponibilità di materia prima e sulla formazione dei prezzi.

La seconda linea di intervento è il piano Allevamento Italia, orientato al rafforzamento della produzione di carne bovina e della linea vacca-vitello. In un contesto di mercati internazionali instabili e di crescente attenzione alla tracciabilità, il sostegno mira a consolidare le strutture allevatoriali e a migliorare la competitività delle imprese zootecniche. La terza componente è il Piano Olivicolo Nazionale, che destina risorse al reimpianto di oliveti con varietà resistenti e al recupero della capacità produttiva delle aziende, in particolare nelle aree colpite dalla Xylella. A queste tre macro-misure si aggiungono circa 70 milioni per il rifinanziamento del Fondo Sovranità alimentare, rivolto alle filiere in maggiore difficoltà.

Un capitolo di forte interesse per le imprese riguarda il ricambio generazionale e l’imprenditoria femminile. Sono previsti 150 milioni di euro sotto forma di mutui a tasso agevolato e contributi a fondo perduto per le aziende a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. Ismea assegnerà inoltre oltre 8.000 ettari di terreni in comodato d’uso gratuito per dieci anni a titolari di età compresa tra i 18 e i 41 anni, con possibilità di riscatto agevolato al termine del periodo. Si tratta di uno strumento concreto per chi intende avviare o consolidare un’attività senza disporre di capitale fondiario iniziale, in un settore che continua a registrare un’età media elevata dei conduttori.

Per le zone olivicole colpite dalla Xylella è istituito un Commissario straordinario nazionale, in carica fino al 31 dicembre 2028, con una dotazione di 3 milioni di euro. La struttura avrà compiti di coordinamento dei controlli, della ricerca e degli interventi urgenti, con l’obiettivo di dare maggiore unitarietà e rapidità alle azioni di contrasto alla fitopatia.

Il provvedimento prevede anche crediti d’imposta collegati a contratti di filiera pluriennali, con aliquote dal 20% al 40% in base alla durata degli accordi, per stabilizzare i prezzi di alcune colture, in particolare il frumento. È contemplata la possibilità di moratoria sui mutui per le aziende colpite da epizoozie, una misura di sostegno alla liquidità in situazioni di crisi sanitaria. Sono annunciate semplificazioni burocratiche e un ruolo più ampio dei Centri di Assistenza Agricola nelle istruttorie non discrezionali, con l’intento di ridurre i tempi di attesa e alleggerire gli oneri amministrativi a carico delle imprese.

Le risorse non sono ancora erogabili. I decreti attuativi, che definiranno criteri di accesso, modalità di presentazione delle domande e scadenze, verranno elaborati di concerto con le organizzazioni professionali e le rappresentanze del settore. Nei prossimi mesi le imprese dovranno seguire con attenzione i bandi Ismea e le comunicazioni delle associazioni di categoria, che rappresenteranno il principale canale informativo e di assistenza tecnica. La preparazione della documentazione, la verifica dei requisiti e la pianificazione degli investimenti dovranno iniziare per tempo, per non farsi trovare impreparati all’apertura degli sportelli.

Secondo il ministro Francesco Lollobrigida, Coltivaitalia rappresenta un investimento strutturale senza precedenti dal 1977 e si inserisce in un quadro di interventi pubblici che negli ultimi anni ha superato i 16 miliardi di euro. Il settore primario italiano risulta primo in Europa per valore aggiunto e registra esportazioni agroalimentari intorno ai 74,5 miliardi di euro. Il provvedimento punta a consolidare questi risultati, riducendo la dipendenza dall’estero e sostenendo i comparti ad alto potenziale.

Per le aziende agricole il valore reale del provvedimento si misurerà sulla rapidità e sulla chiarezza con cui le risorse arriveranno sul territorio, sulla trasparenza delle regole di accesso e sulla capacità di tradurre gli stanziamenti in investimenti produttivi, in maggiore stabilità economica e in prospettive concrete di sviluppo. L’iter parlamentare è in fase avanzata. L’attenzione delle imprese si concentra ora sui tempi di approvazione definitiva e, soprattutto, sui contenuti dei decreti attuativi, che determineranno l’effettiva operatività delle misure a partire dal 2027.

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