Dal foraggio alla granella
Ormai sono finite le raccolte del mais e bisogna pensare alle semine autunnali. A causa della siccità e delle elevate temperature molte aziende zootecniche hanno raccolto insilato di mais con buone produzioni, ma spesso con caratteristiche qualitative scarse, visto che la disomogeneità di maturazione è andata a scapito della digeribilità dell’insilato stesso. Dunque occorre pianificare correttamente le prossime semine invernal, per conciliare correttamente l’obbiettivo di ottenere un ottimo foraggio digeribile di qualità con le proprie esigenze di gestione agronomica aziendale.
Per aiutarvi nelle scelte varietali o nelle classi di precocità, di seguito vi proponiamo i risultati del campo varietale realizzato dalla cooperativa Copra di Barbariga (Bs), dove sono state messe a confronto 7 varietà di triticale e 8 varietà di frumento delle migliori ditte sementiere e di diversa classe di precocità.

“ I campi prova ci aiutano a mettere a confronto tipologie diverse di cereali e miscugli da foraggio, in modo da consigliare ai soci i migliori prodotti possibili. “
Il campo varietale è stato realizzato presso l’azienda agricola Fienil Basso di Rezzola, in località Cascina Fienilbasso di Offlaga (BS), e destinato alla produzione di insilato per l’alimentazione di bovine da latte e del biodigestore aziendale. La semina delle parcelle di circa 1800/1900 m2 è stata effettuata il 10/11/2025 a seguito di un’aratura per l’interramento del digestato e un’erpicatura combinata a rullo pieno. La dose di semina è stata di 210 kg/ettaro per il triticale, 225 kg /ettaro per il frumento e 150 kg/ ettaro per le varietà quali dose come Trifuel, PRXT1 e Frumax.
Per quanto concerne il controllo delle infestanti, è stato effettuato un unico intervento in post-emergenza a marzo a base di halauxifen-metile (Arylex) e fluroxypir contro le principali dicotiledoni presenti, come stellaria, veronica e borsa del pastore. Per quanto concerne la concimazione, è stata effettuata una distribuzione di digestato in pre-semina e un apporto di circa 300 kg/Ha di air tek 33, concime azotato con un titolo di 33 unita di azoto di cui 10 in forma pronta ammoniacale e 23 inibite con doppio inibitore dell’ureasi Limus e 27 unita di zolfo.
Si è scelta questa tipologia di concimazione perché la sinergia dei due elementi potenzia gli effetti benefici di entrambi, infatti l’inibitore evita la volatilizzazione dell’ammoniaca e quindi di conseguenza si aumenta la quantità di azoto disponibile nel tempo per le piante e lo zolfo permette di migliora la qualitàin termini di robustezza dei culmi e di incremento delle proteine. Vista la stagione asciutta non è stato effettuato nessun trattamento fungicida per contrastare le ruggini ed è stato effettuato un intervento irriguo di soccorso a scorrimento.
La raccolta è stata effettuata il 19/05/2026 e tutte le parcelle sono state misurate e campionate per avere l’analisi dell’insilato e poter cosi riportare ogni produzione alla sostanza secca standard del 32% e alle superfici di riferimento quali ettari e piò bresciani.
La produzione media del campo è stata di circa 470 quintali tal quale a ettaro al 27,8 di ss. per le varietà di triticale e 530 quintali tal quale a ettaro al 27,4 di s.s. per le varietà di frumento. Si può notare la discrepanza della sostanza secca dovuta alla classe di precocità delle varietà e quindi all’unica epoca di raccolta. Come si può vedere per quanto riguarda i triticale hanno prodotto maggiormente varietà precoci come il Balino E il Rumboso, in quanto non hanno risentito della siccità nel momento di inizio della levata, mentre per le varietà molto tardive, come Cosinus, la produzione è stata scarsa sia per la stagione ma anche perché la raccolta è stata anticipata e le cariossidi della spiga erano ancora in fase di riempimento. Per quanto riguarda i frumenti invece, risultano più produttive le varietà medio-tardive, come Carusum, Starlight e Alagir, ma attenzione alla taglia molto alta che potrebbe portare ad allettamenti in caso di eccessiva rigogliosità e concimazione.
Per aiutare nella scelta è anche opportuno citare l’odierna propensione a scegliere varietà più precoci, anche a scapito di una lieve riduzione di produzione nelle annate favorevoli ai cicli più lunghi, in modo da raccogliere entro la prima decade di maggio foraggi molto digeribili e avere i terreni liberi presto per la semina dei secondi raccolti, in modo da incrementare le produzioni ed allargare le finestre di operabilità per i cantieri di semina.
Nuove proposte
Nell’ambito delle diverse proposte che Carb fornisce agli agricoltori, è nata una collaborazione con Comazoo. Alcuni tecnici delle commissionarie e di Comazoo si sono incontrati per studiare dei miscugli foraggeri da proporre ai nostri allevatori. Si tratta di due miscugli, uno principalmente adatto alla produzione di fieno secco o fasciato, e l’altro per la produzione di insilato (pre-appassito o a taglio diretto).
I due prodotti sono RUMEN–FIENO e RUMEN–SILO. Il primo contiene loietto diploide e tetraploide, avena nera e frumento foraggero. Il secondo invece è composto da triticale foraggero, frumento foraggero, avena e segale tardive.

Per gli agricoltori che non hanno allevamenti o non hanno intenzione di vendere prodotti da foraggio, la scelta ricade sulla produzione di cereali autunno-vernini da granella. La maggior parte dei soci delle cooperative di CARB sanno che alcune concessionarie bresciane e mantovane hanno un centro di raccolta presso il quale possono conferire alcuni cereali autunno vernini e la colza.
Le diverse strutture, nello specifico Agricola di Castelgoffredo, Agrimais di Casatico di Marcaria, Copag di Ghedi e Santo Stefano di Casalmoro, ritirano diverse tipologie di frumento, dal duro, al tenero a quello di forza.
Ogni cooperativa, negli anni, ha sviluppato delle filiere legate alle potenzialità dei diversi territori e del mercato. Alcune, ad esempio, propongono contratti particolari a chi coltiva grano biscottiero, altre a chi coltiva grano duro oppure grano di forza.


Il grano duro (Triticum turgidum subsp. durum (Desf.) Husn., 1899) è una pianta erbacea e viene coltivata per le caratteristiche delle sue proteine, che permettono di produrre pasta di qualità. Infatti la granella che viene ritirata e commercializzata per questo uso, oltre che essere sana e avere un livello di DON max di 875 ppb, deve avere un minimo del 13% di proteine. Per ottenere un prodotto con queste caratteristiche la coltura deve essere concimata e trattata in maniera adeguata.
Il grano tenero (Triticum aestivum L) è una pianta erbacea che viene invece coltivata per la produzione di farine impiegate a panificazione e per la produzione di paste alimentari fresche. Il chicco, rispetto a quello del grano duro, è più morbido e farinoso. Da un punto di vista commerciale e qualitativo il grano viene classificato in base all’Indice Sintetico di Qualità (ISQ) e alla forza W della farina che se ne ottiene:
- Frumento di Forza (FF): Grani speciali con un alto contenuto di proteine stabili. Usato per lunghe lievitazioni e grandi lievitati e per migliorare grani più deboli. Valore di W > 300. Se consegnato presso uno dei nostri centri di raccolta deve avere una proteina minima del 14,5%;
- Frumento Panificabile Superiore (FPS): Ottimo per la panificazione comune e/o industriale e impasti dalla medio/lunga lievitazione. Valore di W tra 200 e 300. Proteine 12-13%;
- Frumento Panificabile (FP): Frumento adatto per la produzione di pane comune ad uso quotidiano. Valore di W tra 110 e 200. Proteine 11-12%;
- Frumento Biscottiero (B): frumento con basso tenore proteico. Usato nell’industria dolciaria per torte e biscotti che non richiedono sviluppo di glutine. Valore di W < 130. Proteine <10,5%;
- Frumento Altri Usi (FAU): Il frumento che non rientra nei parametri molitori standard viene catalogato come zootecnico e destinato all’industria mangimistica oppure utilizzato per la produzione di bioetanolo.
Per poter ottenere alti livelli di proteine e peso specifico è necessario scegliere le varietà più adatte al tipo di produzione desiderata e lavorare correttamente da un punto di vista agronomico. Molto spesso la scelta varietale fa la differenza. Ad esempio una varietà di grano biscottiero non si può utilizzare per produrre farina di forza perché, anche se concimata adeguatamente, non ha le caratteristiche genetiche che le permettono di avere delle proteine con un peso molecolare tale da conferire le caratteristiche di forza e tenacità al prodotto finale. Per alcune filiere infatti vengono fornite anche delle indicazioni relative alla varietà da seminare.
A fine estate, quando si deve decidere cosa seminare, sarebbe buona cosa avere già le idee chiare sul prodotto da conferire in cooperativa, in modo da seminare la varietà più adatta alle esigenze produttive. I tecnici di tutte le cooperative di CARB possono in tal senso aiutare gli agricoltori ad effettuare la scelta migliore.
Oltre alla scelta della cultivar sono fondamentali anche le concimazioni e i trattamenti fungicidi, perché permettono di aumentare il quantitativo totale della proteina e migliorare la sanità della pianta.
“ Bastano piccole quantità di grani colpiti (1,5-3%) dalle cimici del grano per comprometterne la qualità commerciale e per avere un deprezzamento. “
C’è però un altro problema che incombe sui nostri campi di grano e che non dev’essere assolutamente sottovalutato: la presenza delle cimici. Le cimici del grano, come Aelia rostrata e Eurygaster maura, possono provocare gravi danni alle nostre coltivazioni, perché vanno a bucare i chicchi in fase di maturazione latteo-cerosa. Quando bucano i grani per nutrirsi, iniettano al loro interno una saliva ricca di enzimi proteolitici, che distruggono la struttura delle proteine (gliadina e glutenina) che dovrebbero formare il glutine.
La farina ottenuta da grani cimiciati perde stabilità meccanica (abbassamento della forza W) e non riesce più a trattenere i gas della lievitazione. Diventa perciò una farina inutilizzabile, perché non idonea alla panificazione né alla produzione di pasta fresca. Bastano piccole quantità di grani colpiti (1,5-3%) per compromettere la qualità commerciale del grano, che viene classificato come FAU (frumento altri usi) e perciò deprezzato.
La presenza nella farina di grani bucati dalla cimice viene rilevata dall’alveografo di Chopin, che mostra una curva anomala, ma può essere osservata anche attraverso un esame visivo sulla granella. I grani colpiti infatti presentano una piccola macchia nerastra o scura (cioè il punto in cui la cimice ha effettuato la puntura), contornata da un alone biancastro. I chicchi sono anche spesso deformati e striminziti. Oltre al danno qualitativo la presenza della cimice comporta anche un danno produttivo, perché i chicchi punti e striminziti pesano meno.
È possibile limitare il danno, contenendo anche i costi, aggiungendo al trattamento fungicida fatto in fase di spigatura anche un insetticida registrato sul cereale coltivato e adatto al controllo delle cimici. In questo modo infatti si va a contenere la popolazione dannosa e il grano riesce a completare il suo ciclo produttivo senza essere danneggiato durante la delicata fase di maturazione.


I centri di raccolta delle cooperative permettono agli agricoltori di dare un’ottima collocazione al grano prodotto, che viene valorizzato attraverso lo sviluppo di queste importanti filiere che però necessitano, a loro volta, del grano di alta qualità prodotto nelle nostre zone. I nostri agricoltori infatti, supportati dalle indicazioni fornite in campo dai tecnici delle commissionarie, sono in grado, tempo permettendo, di produrre grani con alti livelli di proteine e peso specifico e con un ottimo livello sanitario.
Glossario
ISQ (Indice Sintetico di Qualità): è un parametro ufficiale elaborato dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), che si basa su diversi parametri: contenuto proteico totale, forza dell’impasto, rapporto P/L (equilibrio tra resistenza ed estensibilità dell’impasto), stabilità al farinografo (tempo di resistenza dell’impasto ad uno stress meccanico), peso ettolitrico e indice di caduta (valuta la degradazione dell’amido).
Forza della farina W: è un valore che dipende direttamente dalla quantità e dalla qualità delle proteine (e di conseguenza del glutine) presenti nel chicco di grano tenero. Misura la capacità della farina di assorbire acqua durante l’impastamento e di trattenere l’anidride carbonica durante la lievitazione. Si determina in laboratorio con uno strumento che si chiama Alveografo di Chopin.





