La nascita di Angel Holstein

Azienda Agricola Angel Holstein di Manerbio

Come nasce e si sviluppa la vostra azienda?

L’avventura della nostra azienda agricola ebbe inizio a Manerbio con mio nonno Francesco e mio prozio Giovanni. Un’azienda umile degli anni ’60, un piccolo presidio agricolo che, tra il 1974 e il 1975, trovò una nuova casa in quanto prima era locata in paese. A imprimere il primo vero cambio di passo furono poi mio papà, Angelo, e suo cugino Luigi, che subentrarono e lavorarono duramente per ampliare quella che allora era una stalla modesta, ospitando appena 20 o 25 vacche legate.

Per decenni, questa azienda ha rappresentato la concretezza, il lavoro incessante e l’identità della nostra famiglia. Il destino ha bussato inaspettatamente nel 2006, con la prematura scomparsa di mio papà. Il vuoto che ha lasciato fu enorme, e l’azienda si ritrovò in una fase statica, quasi sospesa.
Furono le donne di famiglia: mia mamma Patrizia e le mie sorelle Luisa, Silvia ed Elena (quest’ultima in prima linea dal 2006), insieme a mio cugino Luigi, a stringersi intorno all’attività.

Il loro non fu solo un atto di gestione, ma un gesto d’amore e responsabilità: tenevano in vita l’azienda sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vita operativo, custodendo un’eredità in attesa che io fossi pronto a prenderla in mano.

È in questo clima di quieta resistenza che ho trovato la mia vocazione. A soli 14 anni, nel 2012, il richiamo della stalla si è fatto sempre più forte. Vedevo la nostra azienda in affanno, bisognosa di una svolta per superare una gestione ormai insostenibile economicamente, e vedevo intorno a me realtà innovative e dinamiche. La mia missione divenne dimostrare il mio valore, cercare il mio riscatto, rendendo l’azienda di famiglia non solo economicamente solida, ma proiettata nel futuro.

Il coronamento di questa missione è arrivato nel 2023. Dopo aver lasciato la scuola e dopo aver aperto la Partita IVA già a 18 anni per dedicarmi completamente all’attività, ho compiuto il grande passo: ho rilevato le vecchie proprietà, liquidando i soci storici (terreni, fabbricati, trattrici) e fondando l’azienda che oggi porta il nome di Angel Holstein, un nome e un simbolo scelti in memoria di mio papà Angelo.

In che modo vedi il futuro del settore agro-zootecnico?

Credo che la nostra azienda dimostri che il mondo agro-zootecnico ha un futuro radioso, ma solo per chi sposa con coraggio l’innovazione, che sia nei macchinari, nei sistemi in stalla o nella gestione complessiva. Siamo una realtà all’avanguardia: contiamo circa 300 capi in lattazione, coltiviamo oltre 400 piò (circa 140 ettari) e gestiamo sei dipendenti, con mia sorella Elena che continua a seguirmi sull’intera parte contabile.

L’innovazione è stata la chiave di volta della mia gestione. Ho fatto investimenti mirati sulla sostenibilità economica e ambientale. L’installazione di un impianto fotovoltaico da 100 kWatt ci ha reso indipendenti energeticamente durante il giorno. Le operazioni principali, ventilazione e mungitura, avvengono in autoconsumo, portando a un risparmio stimato del 60% nei periodi più soleggiati.

Abbiamo introdotto l’agricoltura di precisione, con trattrici dotate di sistemi satellitari per ottimizzare l’uso delle materie prime, riducendo drasticamente il consumo di gasolio e lo spreco di concimi e diserbanti. In stalla, siamo passati alla Zootecnia 4.0: utilizziamo pedometri e lattometri per il monitoraggio costante delle vacche in lattazione, individuando precocemente indigestione o mastiti, e abbiamo investito sui collari per le manze, alzando notevolmente il tasso di gravidanze. Tutto questo aiuta moltissimo la gestione.

Angel Holstein è oggi un modello di sostenibilità a 360 gradi: economica, per la sua solidità; ambientale, per l’autosufficienza energetica; e sociale, per l’importante coinvolgimento delle figure femminili e di sei giovani collaboratori che vanno dai 20 ai 27 anni, un Modello di Riferimento che testimonia un passaggio di successo verso un’Agricoltura 4.0 efficiente e socialmente responsabile.

In che modo guardi il sistema cooperativo?


Il sistema cooperativo lo considero una solida spalla su cui poter poggiare, la mia storia in Copra, dove l’azienda è socia dal 2006/2007, è emblematica. Dopo la perdita di mio padre, ci siamo affidati a loro per l’assistenza e per la relazione, trovando un servizio che non è da poco.

Abbiamo trovato quel supporto che in un momento così buio ci serviva, oltre ad una disponibilità e alla relazione familiare che ci sono serviti per preservare l’azienda, affinchè arrivasse nelle mie mani. Spero che mio padre possa vedere tutto questo. Quando se ne è andato, avevamo tutti paura che il vento si fosse fermato. Per anni, ho sentito il peso di dover prendere quella che era la sua eredità, l’eredità che Mamma, nostro cugino Luigi e le mie sorelle hanno custodito con tanta fatica, non per loro, ma perché fossi io, un giorno, a poterla ricevere.
Ho mollato la scuola per la stalla, non per capriccio, ma perché sentivo la necessità viscerale di riscattare il suo nome e il nostro lavoro da un immobilismo che non potevamo più permetterci. Volevo un’azienda dinamica, forte, proprio come sarebbe stata se ci fosse stato mio padre.

Oggi, la Angel Holstein porta il suo nome e simboleggia esattamente ciò che volevo: un futuro sostenibile, tecnologico e solido. Abbiamo superato le vacche legate e siamo passati ai satellitari, ai pannelli solari e ai sensori, ma il filo conduttore è sempre lo stesso spirito di lavoro e sacrificio che ci ha lasciato mio padre.

Abbiamo onorato la tua memoria con il futuro.

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