POST-SVEZZAMENTO DEI GIOVANI ANIMALI NEL CONTESTO DELL’ALLEVAMENTO DI BOVINI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI LATTE
La fase che segue lo svezzamento (generalmente intorno a 8–10 settimane di età) è cruciale per determinare il potenziale di accrescimento e poi produttivo futuro delle manze. Un’alimentazione mirata in questa fase può massimizzare l’efficienza biologica ed economica della crescita dei giovani bovini.
Questo è possibile perché, il periodo subito dopo lo svezzamento, dai 70 fino a circa 200 giorni di vita, è quello in cui l’efficienza alimentare è più elevata (rapporto fra peso guadagnato e alimento consumato è dell’ordine del 50%) (A. Bach, 2023). In questi mesi l’animale compie circa il 50% della crescita in altezza e il 25–30% della crescita in peso di tutta la vita, gettando le basi per un corretto sviluppo della mammella e un adeguata età al primo parto (obiettivo 24 mesi). L’efficienza alimentare poi declina progressivamente fino a valori intorno al 7% a ridosso del parto. Pertanto, investire in uno sviluppo rapido in questo periodo (70-170 giorni di vita) consente di formare animali più performanti e ridurre i costi di alimentazione.
SVILUPPO DEL RUMINE E GESTIONE ALIMENTARE
La transizione dalla fase monogastrica ad alimentazione lattea, al funzionamento ruminale completo è il punto cardine dello sviluppo ottimale che si può ottenere nel periodo post-svezzamento. Nei primi mesi di vita il rumine cresce rapidamente, grazie a adattamenti anatomici ed istologici guidati dall’assunzione di solidi e dal metabolismo microbico. Studi recenti hanno infatti dimostrato che diete starter ricche di amido promuovono la produzione di acidi grassi volatili (in particolare butirrico) che stimolano la proliferazione cellulare nell’epitelio ruminale. Il risultato è un aumento della superficie assorbente: area, lunghezza e spessore delle papille aumentano significativamente (Van Niekerk et al., 2021).

Consiglio nutrizionale: per favorire uno sviluppo ruminale armonico, è importante offrire fin dall’inizio uno starter di qualità, ad alta concentrazione energetica, insieme a foraggi di buona qualità ma in quantità limitate. I foraggi, se utilizzati correttamente, stimolano la masticazione che aumenta la salivazione e stabilizza il pH ruminale, ed hanno una funzione meccanica per lo sviluppo delle papille ruminali. Come accennato prima, è importante dosare la fibra e non eccedere, né prima e né dopo lo svezzamento. Un eccesso di foraggio nelle prime fasi e post-svezzamento abbassa l’efficienza di crescita ed aumenta quindi il costo alimentare giornaliero (A. Bach, 2023).
Per quanto riguarda il tipo di foraggio: “La somministrazione di paglia d’orzo […] è più efficace della somministrazione di fieno di erba medica nel promuovere l’assunzione di mangime concentrato dopo lo svezzamento e nel favorire un aumento dell’espressione del gene che codifica per SLC16A1* nell’epitelio del rumine” (G. Antúnez-Tort et Al, 2023).
*SLC16A1
Codifica per il trasportatore di monocarbossilati 1 (MCT1) ed è un componente vitale per la funzionalità dell’epitelio ruminale, permettendo l’efficace assorbimento energetico e contribuendo all’omeostasi cellulare in risposta alla dieta.
LINEE GUIDA ALIMENTARI POST-SVEZZAMENTO
- Alto apporto energetico: utilizzare mangimi concentrati nutrienti con energia elevata (amido) per sostenere l’ADG target;
- Fibra mirata: fornire foraggi di buona qualità ma in quantità controllata. Evitare miscele troppo fibrose nei primi mesi, che limitano l’assunzione di energia.
- Transizione graduale: introdurre cambi di dieta progressivamente, in modo da non stressare il microbiota ruminale. Attenzione a gradini alimentari nonché squilibri energetici.
- Peso obiettivo: L’obiettivo operativo è il parto a 670–680 giorni con un peso vivo di 620 kg. Considerando un peso alla nascita di circa 40 kg, significa produrre 580 kg di accrescimento in 670 giorni (A. Bach, 2023).
Nel complesso, la gestione nutrizionale post-svezzamento deve spingere sull’energia e proteine digeribili, minimizzando gli eccessi di fibra precoce. Ciò garantisce non solo un adeguato sviluppo corporeo, ma anche un rumine funzionale, pronto ad affrontare l’ingestione di alimenti più voluminosi in seguito.
EFFICIENZA DI CRESCITA ED IMPATTO SULLA PRODUZIONE IN PRIMA LATTAZIONE
Adottare programmi alimentari che supportino una crescita elevata ma controllata post-svezzamento contribuisce significativamente all’efficienza del sistema produttivo nel lungo termine. Diversi metanalisi mostrano e confermano come, nei giovani animali, adeguati apporti di latte (o sostituto) e mangime solido mettano in moto una catena biologica che si traduce nella futura manza in maggior produzione di latte, grasso e proteine nei primi 305 giorni di lattazione (Gelsinger et al., 2016).
Raggiungere il peso e la condizione corporea ottimali al momento del primo parto è certamente essenziale per esprimere al meglio la produzione di latte in prima lattazione (Van Amburgh et al., 2019). Tuttavia, occorre evitare l’eccessiva alimentazione che porta al sovrappeso, poiché porta ad un eccesso di tessuto adiposo della mammella e ciò interferisce con lo sviluppo ghiandolare, riducendo la resa produttiva. Anche in questo senso A. Bach (2021) consiglia di promuovere la crescita subito dopo lo svezzamento fino a circa 200 giorni. Inoltre, non sono da escludere anche altri fattori aziendali (aspetti gestionali complessivi) che giocano un ruolo rilevante nella variabilità produttiva.
RUOLO DELLA SOCIALITÀ
Infine, l’aspetto comportamentale e sociale non va trascurato. I vitelli sono animali sociali per natura: il contatto reciproco in allevamento migliora vari parametri di crescita. In diversi studi i vitelli in piccoli gruppi hanno mostrato migliori performance alimentari rispetto a quelli allevati isolatamente. Viene riportato ad esempio che i soggetti socializzati già a 20 giorni di vita registrano aumenti significativi nell’assunzione di mangime solido e nel guadagno di peso sia prima che dopo lo svezzamento (Costa et al., 2016). In questo modo si ottiene un duplice beneficio: crescita migliore e animali più adattabili, capaci di affrontare meglio nuovi pasti e condizioni ambientali.
In sintesi, la gestione post-svezzamento dovrebbe essere tanto mirata quanto quella neonatale. Garantire un adeguato apporto energetico e proteico, promuovere lo sviluppo rapido del rumine con starter di qualità e minimizzare lo stress (anche attraverso la socialità) permette di ottenere animali fisicamente pronti e sani al momento della prima fecondazione, con ricadute positive su produttività e redditività aziendale.
Citazioni:
Appropriate Dairy Calf Feeding from Birth to Weaning: “It’s an Investment for the Future” – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7023151/
Invited Review: Advances in efficiency of growing dairy replacements | Request PDF https://www.researchgate.net/publication/353525591_Invited_Review_Advances_in_eff iciency_of_growing_ dairy_replacements
Invited Review: Advances in efficiency of growing dairy replacements | Request PDF https://www.researchgate.net/publication/353525591_Invited_Review_Advances_in_eff iciency_of_growing_ dairy_replacements
Symposium review: Integration of postweaning nutrient requirements and supply with composition of growth and mammary development in modern dairy heifers – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30660424/
A meta-analysis of the effects of preweaned calf nutrition and growth on first-lactation performance – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27209128/
Early rumen development in calves: Biological processes and nutritional strategies—A mini-review – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12126800/
Early rumen development in calves: Biological processes and nutritional strategies—A mini-review – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12126800/
Preweaning to postweaning rumen papillae structural growth, ruminal fermentation characteristics, and acute-phase proteins in calves – Journal of Dairy Science https://www.journalofdairyscience.org/article/S0022- 0302(21)00021-7/fulltext
Invited review: Effects of group housing of dairy calves on behavior, cognition, performance, and health – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26874423/
A scoping review on pair housing dairy calves: health and performance outcomes and tactics to reduce cross-sucking behavior – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12245681/





