Digitalizzazione agricola

La digitalizzazione agricola, voucher mirati e l'estensione del credito d'imposta alle reti interne.

Il futuro è nella connettività

Oggi, per mantenere la competitività del settore agricolo nazionale, è fondamentale digitalizzarne i processi e promuovere la diffusione dell’Internet of Things (IoT), della robotica, del data analytics e del cloud.

Tale trasformazione consente di razionalizzare l’uso delle risorse – acqua, fertilizzanti, alimenti zootecnici, antiparassitari – e dei macchinari, raccogliere dati di valore per orientare scelte e investimenti delle imprese agricole, garantire e rafforzare la tracciabilità delle filiere.

La rilevanza di tale trasformazione è recepita anche dal PNRR, che non solo dedica all’agricoltura una Missione ad hoc, M2C1, ma presenta una pluralità di ulteriori Missioni di fatto sinergiche (M1C2, M2C2, M2C4).

Sussistono però diversi ostacoli alla diffusione tecnologica: il tessuto industriale italiano è caratterizzato dalla presenza di numerose PMI e tale caratteristica strutturale è particolarmente marcata nel comparto primario, del quale gli agricoltori diretti rappresentano una componente di primaria importanza. Per le aziende agricole medie e piccole, gli ingenti investimenti necessari alla trasformazione 4.0 possono costituire un serio ostacolo, che rende essenziali gli strumenti di sostegno pubblico a tali investimenti.

Il credito d’imposta assume un ruolo centrale in tal senso: tuttavia esso non copre tuttora la totalità dei beni necessari a realizzare un progetto 4.0, escludendo infatti dal finanziamento pubblico la realizzazione delle infrastrutture di rete interna, che pure è condizione essenziale per ogni intervento di digitalizzazione.

Benché quindi già esistano misure di supporto per l’acquisto di macchinari intelligenti, sensoristica e software, la loro efficacia è frustrata dall’assenza di analoghe misure che consentano di ridurre il costo iniziale, a monte, di infrastrutturazione e sviluppo rete delle aziende agricole. Un costo che rappresenta il primo, e spesso insormontabile, ostacolo verso i successivi passaggi (investimenti in IoT, cloud, ecc).

La difficoltà di portare connettività ultraveloce alle aziende agricole è legata principalmente a due fattori: la bassa densità tipica delle aree rurali e il fatto che le strade di accesso alle aziende agricole sono spesso di proprietà privata. Quest’ultima condizione implica che sia l’azienda agricola stessa a dover sostenere interamente i costi per l’installazione di infrastrutture di rete, come lo scavo e la posa della fibra ottica.

Oggi numerosi Internet provider forniscono servizi di connettività ultrabroadband, ad alte prestazioni, a realtà agricole distribuite sull’intero territorio nazionale. Come detto, per l’abilitazione di sistemi di agricoltura di precisione, è essenziale rilegare le imprese agricole alla rete in fibra ottica, con tecnologia FTTH (fiber to the home) o FTTB (fiber to the building), che prevede che il cavo in fibra ottica arrivi fino all’interno dell’unità immobiliare (FTTH), o quantomeno dell’edificio (FTTB) della sede utente.

Il rilegamento FTTH rappresenta un upgrade rispetto ai collegamenti di accesso ad Internet in rame, via radio, satellitari. I servizi in fibra ottica si caratterizzano infatti per l’alta affidabilità, le limitate necessità di manutenzione, la maggiore efficienza energetica per Gbit trasmesso, la bassa latenza, e per velocità che superano senza problemi 1 Gbps, con profili fino a 10 Gbps già commercializzati, e la possibilità di arrivare anche a 50 Gbps laddove ve ne fosse la necessità.

L’anello mancante per una completa digitalizzazione agricola.

Ritengo quindi indispensabile un contributo pubblico per promuovere l’upgrade delle tecnologie di accesso ad Internet, a servizio del mondo agricolo. Con un contributo fino a 5.000 euro per impresa agricola, sottoforma di voucher o di misura equivalente, l’intero settore agricolo italiano potrebbe essere digitalizzato, con tecnologie già esistenti e accessibili, in tempi estremamente contenuti.

Il forte favore verso tale modello di intervento si fonda sulla recente e positiva esperienza della misura dei cosiddetti “Voucher Imprese” promossa dal MIMIT e conclusasi a dicembre del 2023, che prevedeva l’erogazione alle imprese e ai professionisti di un contributo, sotto forma di sconto, a fronte della sottoscrizione di un contratto a banda ultralarga, a condizione che fosse realizzato un salto nella qualità della connessione, rispetto al contratto precedente.

Un’altra soluzione possibile potrebbe essere l’estensione del credito di imposta 4.0 alle opere di creazione o upgrade delle infrastrutture di rete privata all’interno dei fondi, in particolare, credito d’imposta per scavi, pozzetti, palifiche, posa e installazione di elementi di rete anche passivi posti all’interno delle proprietà private e abilitanti l’implementazione di progetti 4.0.

Solo così si potrà dare nuovo impulso alla digitalizzazione del settore agricolo, ottimizzando gli investimenti, efficientando i processi aziendali e aumentandone la produttività.

È indispensabile un contributo pubblico per promuovere l’upgrade delle tecnologie di accesso ad Internet a servizio del mondo agricolo.

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