Gli effetti tardivi dello stress da caldo nella bovina da latte
” La salute del piede offre anche informazioni preziose sull’efficacia della gestione aziendale. “
Con la fine dell’estate e il progressivo calo delle temperature, la fase più critica dello stress da caldo può sembrare ormai superata. Le bovine recuperano gradualmente ingestione, produzione e comportamento più regolare, ma proprio tra la fine dell’estate e l’autunno possono diventare evidenti alcune conseguenze podali di quanto avvenuto nei mesi precedenti. Le patologie del piede, infatti, non sono sempre il risultato di un evento recente: l’unghione cresce lentamente e una lesione osservata oggi può essere la manifestazione di alterazioni avvenute diverse settimane prima.
Per questo settembre, ottobre e novembre rappresentano un periodo nel quale è particolarmente importante osservare locomozione e salute del piede.
Lo stress termico modifica profondamente il comportamento della bovina. Uno degli adattamenti più evidenti è l’aumento del tempo trascorso in piedi, utile a disperdere calore ma associato a maggiore carico sugli unghioni e a minore tempo di riposo.
Nelle bovine ad alta produzione, che normalmente dovrebbero trascorrere circa 11-14 ore al giorno coricate, anche una riduzione relativamente modesta del riposo aumenta il tempo durante il quale il piede sopporta il peso dell’animale. A questo si aggiungono le modificazioni dell’ingestione: durante il caldo intenso la bovina riduce l’assunzione di sostanza secca e concentra il consumo nelle ore più fresche. In determinate condizioni può quindi aumentare l’instabilità dell’ambiente ruminale. Il piede si trova al centro di una combinazione di fattori: maggiore tempo in stazione, modificazioni dell’ingestione, possibili alterazioni metaboliche, superfici umide e sporche e, in alcuni allevamenti, sovraffollamento nelle aree di refrigerio. Non significa che il caldo provochi direttamente tutte le patologie podali. La zoppia è multifattoriale e coinvolge pavimentazioni, comfort delle cuccette, igiene, pareggio, alimentazione, struttura dell’unghione e numerosi altri fattori. Lo stress estivo può però creare condizioni che rendono alcune lesioni più probabili nelle settimane successive.
Il tessuto corneo dell’unghione cresce nell’ordine di pochi millimetri al mese: un’alterazione prodotta nella zona germinativa non raggiunge immediatamente la superficie della suola. Tra l’insulto e la comparsa clinica della lesione possono quindi trascorrere settimane. È uno dei motivi per cui un aumento delle zoppie in ottobre non deve essere interpretato cercando esclusivamente una causa presente in ottobre: parte del problema può essersi originata durante luglio e agosto.


La ricostruzione della storia recente della mandria diventa quindi essenziale, considerando andamento delle temperature, ingestione, episodi di acidosi, modificazioni della razione, sovraffollamento, tempo di riposo e condizioni delle pavimentazioni durante l’estate.
Tra le problematiche da monitorare con maggiore attenzione vi sono le lesioni della suola e della linea bianca. L’ulcera della suola è una delle più importanti lesioni non infettive del piede bovino ed è associata a un’alterazione dei tessuti che producono il corno, sottoposti a pressione eccessiva. Un aumento prolungato del tempo trascorso in piedi rappresenta quindi un fattore di rischio importante, amplificato da pavimentazioni dure, cuccette poco confortevoli, sovraffollamento e lunghi tempi di attesa prima della mungitura.
Anche la malattia della linea bianca è influenzata dalle sollecitazioni meccaniche: questa zona strutturalmente più debole dell’unghione può separarsi in seguito a torsioni, rotazioni e pressioni laterali, favorite da pavimenti abrasivi o deteriorati e percorsi con curve strette.
Accanto alle lesioni non infettive va considerata la dermatite digitale. In questo caso il meccanismo è differente: si tratta di una patologia infettiva e multifattoriale, associata principalmente a batteri del genere Treponema. Umidità, contaminazione fecale e scarsa igiene degli arti ne favoriscono persistenza e diffusione.
Non è quindi corretto attribuire genericamente al caldo ogni aumento autunnale delle zoppie: capire quale lesione sta aumentando è il primo passo per intervenire correttamente.
Uno degli errori più frequenti è utilizzare come indicatore della salute podale solamente il numero di animali evidentemente zoppi. Quando una bovina manifesta una zoppia marcata, la lesione può essere presente già da tempo e gli animali tendono a mascherare le alterazioni iniziali della locomozione. L’autunno è quindi un buon momento per intensificare il monitoraggio attraverso locomotion score periodici e osservazione sistematica.
Accorciamento del passo, dorso arcuato durante la deambulazione, appoggio asimmetrico, rotazione del piede e riluttanza a muoversi devono essere approfonditi. Ancora più utile è registrare le lesioni rilevate durante il pareggio: sapere che “le zoppie sono aumentate” fornisce un’informazione limitata; sapere che sono aumentate soprattutto ulcere della suola o dermatiti digitali permette invece di indirizzare l’intervento.
Il pareggio funzionale rimane uno degli strumenti principali nella gestione della salute del piede. Il suo obiettivo non è semplicemente accorciare unghioni troppo lunghi, ma ripristinare una corretta distribuzione dei carichi e individuare precocemente eventuali lesioni.
Nel periodo post-estivo può assumere un valore particolare perché consente di intercettare problemi sviluppatisi nelle settimane precedenti prima che evolvano verso forme cliniche più gravi. La tempistica deve comunque essere adattata alla situazione della mandria e un pareggio aggressivo, senza rispettare gli spessori fisiologici della suola, può essere controproducente.
Quando viene identificata una lesione dolorosa è importante intervenire rapidamente; nelle lesioni della suola, per esempio, l’applicazione di un blocchetto sull’unghione sano può scaricare quello lesionato, riducendo il dolore e favorendo la guarigione. Il trattamento va definito in funzione della diagnosi e, quando necessario, con il veterinario. Se il caldo estivo non può più essere modificato, il carico meccanico che il piede subirà nelle settimane successive sì. Una bovina che ha attraversato un periodo critico beneficia di un ambiente che favorisca il riposo. Le cuccette devono essere facilmente accessibili, sufficientemente ampie e confortevoli: l’animale deve scegliere spontaneamente di coricarsi. Occorre inoltre limitare i tempi lontano dalla cuccetta, perché attese eccessive in mungitura, movimentazioni prolungate e sovraffollamento aumentano ulteriormente le ore in stazione.

Anche i percorsi meritano attenzione: pavimenti deteriorati o estremamente abrasivi, gradini, curve strette e zone scivolose modificano la locomozione e aumentano le sollecitazioni sull’unghione. Intervenire su questi elementi in autunno non cancella quanto accaduto durante l’estate, ma può evitare che un danno iniziale venga aggravato. Se emerge soprattutto un aumento delle lesioni infettive, la strategia deve essere diversa. Pulizia delle corsie e riduzione dell’esposizione degli arti a liquami e materiale organico diventano prioritarie.
Nei programmi di controllo della dermatite digitale possono trovare spazio i pediluvi, purché inseriti in un protocollo preciso: concentrazione del prodotto, frequenza, dimensioni della vasca e contaminazione della soluzione ne determinano l’efficacia. Un pediluvio utilizzato senza criterio non compensa una cattiva igiene della stalla e gli animali con lesioni attive devono essere identificati e gestiti tempestivamente secondo le indicazioni veterinarie. Anche l’alimentazione contribuisce alla salute del piede, evitando però interpretazioni semplicistiche. Una razione equilibrata deve garantire un ambiente ruminale stabile, adeguata fibra fisicamente efficace e corretta disponibilità di energia e proteina.
Per la formazione di un tessuto corneo resistente sono inoltre necessari micronutrienti coinvolti nella cheratinizzazione, tra cui zinco, rame, manganese e biotina. La loro aggiunta indiscriminata non può tuttavia risolvere una zoppia già presente: la formazione dell’unghione è lenta e l’effetto di una strategia nutrizionale va valutato nel medio-lungo periodo. In autunno è invece utile verificare che la razione non presenti carenze e che l’apporto minerale sia coerente con fabbisogni, ingestione reale e altre fonti presenti nella dieta.
La salute del piede nel post-estate offre infine informazioni preziose sull’efficacia della gestione aziendale. Un aumento ricorrente delle stesse lesioni ogni autunno non dovrebbe essere considerato inevitabile, ma un segnale utile a individuare i punti critici e costruire strategie preventive per l’anno successivo.
Nel breve periodo l’obiettivo è identificare precocemente gli animali problematici, distinguere le diverse patologie, correggere i fattori meccanici e ambientali ancora presenti e trattare rapidamente le lesioni.
La temperatura esterna può essere tornata favorevole, ma il piede conserva per settimane la storia di ciò che la bovina ha vissuto.
“ La zoppia è multifattoriale e coinvolge pavimentazioni, comfort delle cuccette, igiene, pareggio, alimentazione, struttura dell’unghione. “





