Negli ultimi decenni molti allevatori di vacche da latte Frisone hanno osservato un aumento delle gravidanze gemellari.
Questo fenomeno non è casuale né legato a singoli errori di gestione, ma rappresenta una conseguenza indiretta dell’evoluzione della vacca moderna: più produttiva, più efficiente dal punto di vista alimentare, ma anche metabolicamente e fisiologicamente più sollecitata. Numerosi lavori scientifici indicano che l’aumento della gemellarità è strettamente associato all’intensificazione produttiva e alla selezione genetica per l’elevata produzione di latte (López-Gatius, 2012; Fricke et al., 2012).
Per comprendere il fenomeno è necessario spostare l’attenzione dal parto al momento in cui tutto ha origine, cioè la doppia ovulazione. Nei bovini la gravidanza gemellare deriva quasi sempre dall’ovulazione di due ovociti nello stesso ciclo estrale. Questo evento avviene prima della fecondazione e dipende dal modo in cui l’ovaio risponde agli stimoli ormonali e metabolici.
In condizioni normali, durante ogni ciclo estrale crescono più follicoli ovarici, ma uno solo diventa dominante. Il follicolo dominante produce estrogeni che riducono la secrezione dell’ormone FSH, bloccando la crescita dei follicoli subordinati. Questo meccanismo di dominanza follicolare garantisce una sola ovulazione. La doppia ovulazione si verifica quando questo controllo perde efficacia e due follicoli riescono a crescere e ovulare contemporaneamente (Wiltbank et al., 2006; Sartori et al., 2004).
La perdita della dominanza follicolare è fortemente influenzata dallo stato metabolico della vacca. Le Frisone ad alta produzione ingeriscono grandi quantità di sostanza secca, con un conseguente aumento del flusso ematico epatico. Il fegato metabolizza più rapidamente estrogeni e progesterone, riducendo il loro tempo di permanenza nel circolo (Sartori et al., 2004). L’asse ipotalamo-ipofisi interpreta questa riduzione come una carenza di stimolazione ovarica e risponde aumentando la secrezione di GnRH e FSH, favorendo la sopravvivenza di più follicoli fino all’ovulazione (Wiltbank et al., 2011).
Un ruolo centrale è svolto dagli ormoni metabolici, in particolare insulina e IGF-1, fortemente influenzati dalla composizione della razione. Questi ormoni agiscono direttamente sull’ovaio, aumentando la sensibilità dei follicoli all’FSH, stimolando la steroidogenesi e riducendo l’atresia follicolare (Webb et al., 2004; Garnsworthy et al., 2008). Razioni ricche di amidi rapidamente fermentescibili inducono forti risposte insuliniche; non è l’energia in sé a rappresentare un problema, ma la rapidità e l’intensità della risposta metabolica.



Il periodo post-partum rappresenta una fase particolarmente critica. Dopo il parto la vacca è in bilancio energetico negativo; un recupero troppo rapido, con una risalita accelerata di insulina e IGF-1, è associato a una ripresa ovarica precoce ma meno ordinata, aumentando il rischio di doppia ovulazione nei primi cicli fecondabili (Butler, 2003). La condizione corporea (BCS) deve essere interpretata come indicatore dello stato metabolico complessivo. Vacche con BCS medio-alto al momento dell’inseminazione mostrano risposte insuliniche più marcate; il rischio di doppia ovulazione aumenta soprattutto quando un BCS elevato si combina con razioni molto energetiche nel periodo peri-inseminazione (López-Gatius et al., 2005).
Negli ultimi anni è emerso anche il ruolo dello stato infiammatorio. Metriti, mastiti, zoppie e infiammazioni sistemiche di basso grado nel post-parto possono influenzare negativamente la funzione ovarica. L’infiammazione uterina altera la crescita del primo follicolo dominante e la produzione di estradiolo (Cheong et al., 2017). Componenti batteriche come il lipopolisaccaride (LPS) sono state rilevate nel fluido follicolare e possono interferire con la funzione delle cellule della granulosa e la regolazione endocrina locale (Magata et al., 2024; Gilbert, 2019).
Infiammazione e stress ossidativo spesso agiscono insieme. Processi ossidativi cronici, anche se subclinici, possono compromettere la qualità ovocitaria e destabilizzare la regolazione endocrina dell’ovaio. A questo si aggiunge lo stress ambientale e gestionale, in particolare lo stress da caldo. L’heat stress non solo riduce la fertilità, ma altera la fisiologia follicolare e la regolarità ovulatoria, aumentando la probabilità di disfunzioni ovulatorie (López-Gatius, 2005; Nascimento et al., 2025).
Un altro elemento chiave è il progesterone. La letteratura mostra che la doppia ovulazione è più frequente in condizioni di progesterone basso. Un ambiente con P4 insufficiente consente una maggiore attività pulsatile dell’LH, che nella fase critica della selezione follicolare favorisce la codominanza (Macmillan, 2018).
Questi concetti aiutano a comprendere l’effetto dei protocolli di sincronizzazione. In programmi come Ovsynch, una quota non trascurabile di vacche può presentare doppia ovulazione, soprattutto se pluripare e ad alta produzione (Fricke et al., 1999). Il rischio aumenta quando il protocollo viene avviato in assenza di un corpo luteo funzionale, quindi in condizioni di progesterone basso (Silvadel-Río et al., 2009).
Particolare attenzione merita l’uso dell’eCG nei protocolli con dispositivi a progesterone. Studi hanno mostrato che alcuni schemi di sincronizzazione che includono eCG, soprattutto in vacche anestro o con persistenze follicolari, possono aumentare significativamente il rischio di gravidanze gemellari (Andreu-Vázquez et al., 2012). Riduzioni della dose di eCG sembrano invece limitare le ovulazioni multiple mantenendo buoni tassi di gravidanza (Cuadro et al., 2024).
Nel complesso emerge chiaramente che la gemellarità non è un problema isolato della riproduzione, ma il risultato di una complessa interazione tra alimentazione, metabolismo, infiammazione, stress e gestione riproduttiva. L’alimentazione rappresenta la leva gestionale più concreta per intervenire: evitare cambi bruschi di razione, contenere l’eccesso di amidi rapidamente fermentescibili, curare la transizione, prevenire stati infiammatori e ridurre lo stress, in particolare quello da caldo.
Un approccio integrato tra nutrizione e riproduzione, con attenzione ai protocolli utilizzati e alle categorie di vacche più a rischio, consente di ridurre l’incidenza della doppia ovulazione senza rinunciare alle elevate produzioni tipiche della Frisona moderna.
Bibliografia:
– Andreu-Vázquez C. et al., Theriogenology, 2012.
– Butler WR., Journal of Dairy Science, 2003.
– Cheong SH. et al., PLOS ONE, 2017.
– Cuadro F. et al., Theriogenology, 2024.
– Fricke PM. et al., Journal of Dairy Science, 1999; 2012.
– Garnsworthy PC. et al., Reproduction, 2008.
– Gilbert RO., Journal of Dairy Science, 2019.
– López-Gatius F., Theriogenology, 2005; 2012.
– Macmillan K., Animals, 2018.
– Magata F. et al., Biology of Reproduction, 2024.
– Nascimento DR. et al., Animals, 2025.
– Sartori R. et al., Reproduction, 2004.
– Silva-del-Río N. et al., Theriogenology, 2009.
– Webb R. et al., Reproduction, 2004.
– Wiltbank MC. et al., Biology of Reproduction, 2006; 2011.





