“ La cooperazione, quando è orientata a scelte chiare e di mercato, può trasformare la forza dei soci in un sistema di successo.
Il modello Orogel
In agricoltura la differenza non la fa solo la capacità di produrre, ma la capacità di rimanere competitivi e reggere nel tempo. In questo contesto, il modello cooperativo non è una forma “tradizionale” da difendere per principio, ma uno strumento moderno per dare stabilità e prospettiva a chi produce.
L’esperienza di Orogel lo dimostra: la cooperazione, quando è organizzata e orientata a scelte chiare e di mercato, può trasformare la forza agricola dei soci in un sistema industriale e commerciale di successo. Il Gruppo Orogel nasce, infatti, da una cooperativa di pochi soci che coltivavano prodotti ortofrutticoli e oggi è il primo player in Italia sul mercato degli ortaggi surgelati.
LE ORIGINI: LA NASCITA DEL CONSORZIO FRUTTADORO
Tutto comincia nel 1967, con la nascita di quella che può essere considerata la prima cooperativa ortofrutticola del territorio. L’anno seguente ne nascono altre. E da lì a poco prende forma il Consorzio Fruttadoro di Romagna.
Questo passaggio è strategico perché affronta uno dei nodi strutturali dell’agricoltura: la frammentazione produttiva. Il Consorzio consente infatti di tenere unite le cooperative nella commercializzazione, creare continuità di offerta, avere un maggior potere contrattuale e quindi garantire un miglior accesso al mercato.
L’INTUIZIONE DEL FREDDO: DALLA LIOFILIZZAZIONE ALLA SURGELAZIONE
In questo contesto il Consorzio inizia a crescere e a consolidarsi anche sui mercati. Inizia a dover gestire quantitativi sempre maggiori di prodotti, prodotti deperibili e difficili da conservare. Ed è proprio in questo momento che arriva l’intuizione del freddo. Arriva da un immaginario allora fortissimo: gli alimenti “degli astronauti”, liofilizzati, sono capaci di conservarsi a lungo senza perdere il loro valore nutritivo.
Si parte quindi dalla liofilizzazione, ma il passaggio decisivo è l’avvio, nel 1975, del primo stabilimento di surgelazione, che all’inizio rappresentava solo una fase intermedia – per fare un prodotto liofilizzato bisogna partire dal prodotto surgelato – ma che con il tempo si è rilevato il cuore del business.
Da qui poi la decisione di separare i percorsi – con il Consorzio orientato al fresco e Orogel concentrata sul surgelato. Oggi Orogel è un gruppo cooperativo, con 5 cooperative socie – le stesse presenti fin dall’inizio – che aggregano circa 1.600 produttori, con 2.500 dipendenti e un fatturato di quasi 380 milioni, di cui 340 derivanti dal comparto dei surgelati.
LA FILIERA DI OROGEL: SOCI AL CENTRO E RICERCA DELLA MASSIMA QUALITÀ PRODUTTIVA
Orogel ha sempre cercato di mettere i soci al centro, partendo dal principio che la qualità non viene “aggiunta” a valle (nella fase industriale), ma è prodotta in campo, dipende cioè dalle caratteristiche delle materie prime conferite dai soci. Per questo i soci sono l’anello fondamentale di tutta la filiera.
Ai soci è richiesto di rispettare disciplinari e regolamenti stringenti (produzione integrata, biologico, residuo zero, ecc.), ma dall’altra parte viene fornita loro assistenza tecnica e viene riconosciuto il loro impegno con premialità aggiuntive e alti livelli di remunerazione. Questa attenzione verso la qualità delle materie prime si osserva anche nell’organizzazione territoriale di Orogel.
I soci sono distribuiti nelle zone produttive più vocate alla produzione ortofrutticola e gli stabilimenti sono vicino ai soci per ridurre tempi di trasporto e avere una filiera corta. Uno stabilimento si trova a Policoro, nel Metapontino, dove si valorizzano pomodorini, carciofi, asparagi, peperoni, zucchine; e uno nel Veneto a Ficarolo, dove si punta su piselli, fagioli borlotti, cipolle e patate.
Il risultato è un modello “a due ali”: Sud e Nord con specializzazioni legate alle caratteristiche pedoclimatiche e alla ricerca della massima qualità delle materie prime. La presenza centrale rimane comunque in Romagna, dove c’è la nascita e la storia e la produzione romagnola e dove si concentra la ricerca e lo sviluppo, i controlli qualità, le fasi di confezionamento e di logistica, quindi con una regia centrale per gestire al meglio l’intera filiera.
ORIENTAMENTO AL MERCATO: CRESCE IL FOOD SERVICE, MA AL CENTRO ANCORA I CONSUMI DOMESTICI
Altro elemento fondamentale è l’attenzione al mercato, alle richieste del consumatore, ai cambiamenti delle abitudini e stili di vita che impattano inevitabilmente anche sulle scelte aziendali.
Per seguire le nuove tendenze, Orogel ha creato al suo interno una scuola di cucina con un gruppo di chef che provano quotidianamente nuove ricette, con 3 focus: qualità del prodotto, semplicità d’uso e costi accessibili. Il messaggio è chiaro: si possono ottenere piatti di valore elevato con ricette a costo contenuto.
Quindi innovare e creare nuovi prodotti e ricette è un elemento cardine della strategia di Orogel, ma vengono allo stesso tempo mantenuti i prodotti più tradizionali. Allo stesso modo sui canali di vendita: si cerca di aumentare gradualmente il food service, ambito in forte crescita dove il prodotto surgelato – ricco di servizio e capace di ridurre i costi di manodopera in cucina – diventa una leva decisiva per la ristorazione contemporanea, ma il target delle famiglie e in generale del consumo in casa rimane ancora prioritario.
WELFARE: L’IMPORTANZA DI INVESTIRE SUL TERRITORIO E SUI DIPENDENTI
La dimensione cooperativa emerge anche nella scelta di investire nel Welfare. Da un lato c’è il Welfare sociale: il gruppo destina ogni anno almeno il 5% dei risultati ad interventi ad alto impatto sociale (supporto alla sanità pubblica, agli anziani, ecc.).
Dall’altra parte, c’è il Welfare aziendale: tra le iniziative messe in campo c’è il doposcuola per i figli dei dipendenti, buoni libro per gli studenti, l’apertura di una Casa di prevenzione della salute con ambulatori dedicati, l’accesso al supporto psicologico e a consulenze nutrizionali.
Si aggiunge poi una politica abitativa: dagli appartamenti dati in affitto a prezzi calmierati a supporto all’acquisto della prima casa attraverso garanzie e negoziazioni bancarie. Il tutto affiancato da premi di produzione legati a risultati qualitativi e quantitativi.
Le filiere cooperative creano valore
L’esperienza Orogel mostra come la cooperazione funziona quando non si limita ad aggregare prodotto, ma costruisce filiera, regole, competenze e investimenti. In altre parole, quando trasforma il lavoro dei soci in un progetto industriale e commerciale stabile, capace di restituire valore a chi produce e di competere sui mercati con una visione di lungo periodo.








