di Matteo Vezzoli
Classe 1992, è un imprenditore agricolo alla guida dell’azienda “Terra Viva” di Chiari. Dopo una formazione tecnica in elettrotecnica, ha scelto di assecondare quella vocazione per la terra che sentiva fi n da bambino, quando vedeva nel chicco che germoglia una forma di magia. Oggi conduce l’attività di famiglia insieme al fratello Gianmario, portando avanti un percorso di crescita che coniuga l’esperienza della prima generazione con l’innovazione tecnologica e l’impegno nel sistema cooperativo bresciano.
QUALI SONO LE RADICI DI TERRA VIVA E COME SI È EVOLUTO IL LEGAME GENERAZIONALE IN AZIENDA?
La nostra storia ha radici nei primi anni 2000, quando mio padre ha dato vita all’attività. Il passaggio generazionale è stato un processo naturale e graduale: prima l’inserimento di mio fratello Gianmario (45 anni), poi il mio al termine degli studi. Non c’è mai stata una data di “consegna delle chiavi”; mio padre Giulio è ancora oggi la nostra guida, colui che ci osserva e ci sorregge, lasciandoci però la libertà di sbagliare e di scontrarci con le sfide per imparare a “pedalare da soli”.
L’obiettivo della nostra organizzazione non è solo produttivo, ma umano: cerchiamo di ottimizzare i processi affinché l’efficienza in azienda si traduca in una gestione del tempo più equilibrata, permettendoci di dedicare spazio alle nostre famiglie.
Ufficialmente, da cinque anni l’azienda è diventata “Terra Viva di Vezzoli Matteo”, ma l’anima resta profondamente familiare. Oggi gestiamo 70 ettari di terreno, di cui 20 dedicati a prati ed erba medica e i restanti a mais (primo e secondo raccolto) e cereali autunno-vernini. Il nostro patrimonio zootecnico conta 300 capi, con 150 vacche in lattazione il cui latte viene conferito direttamente alla Galbani. Un traguardo di cui vado particolarmente fiero è l’aver raggiunto la piena autosufficienza nel fabbisogno annuo di fienagione, eliminando la necessità di acquisti esterni.
QUALI SONO STATI I PILASTRI DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOTTO LA VOSTRA GESTIONE?
Essere giovani in questo settore significa investire nel futuro con lungimiranza. Il nostro primo passo importante è stato l’efficientamento energetico: abbiamo installato un impianto fotovoltaico da 50 kW con batterie di accumulo, un investimento strategico che intendiamo ampliare nei prossimi anni.
Parallelamente all’acquisizione di nuovi terreni, abbiamo attuato un importante ammodernamento del parco macchine per rendere le operazioni colturali più efficienti. Lo sguardo è ora rivolto alla stalla: il prossimo obiettivo è un rinnovamento strutturale e tecnologico partendo dal monitoraggio animale tramite sistemi a collare. Tuttavia, la tecnologia resta per noi uno strumento al servizio del benessere: nonostante le pressioni del mercato per massimizzare la produzione, restiamo fedeli a una gestione che privilegia la salute e la serenità dell’animale. Se le vacche stanno bene, l’azienda è sana.
Il beneficio di fare comunità in cooperativa è superiore a ogni responsabilità: è un’occasione unica di scambio e crescita culturale.
QUAL È LA VOSTRA VISIONE DEL SISTEMA COOPERATIVO E DEL RUOLO DEI GIOVANI CONSIGLIERI?
La nostra azienda è profondamente radicata nel sistema cooperativo bresciano. Siamo soci storici di Comanove sin dal nostro primo anno di attività, e facciamo parte di realtà come Comab, Comazoo, Best, Comisag e Agemoco. In Comanove ho raccolto il testimone da mio fratello, e sono attualmente al mio secondo mandato come consigliere.
Inviterei ogni giovane agricoltore di intraprendere l’esperienza del consiglio d’amministrazione. È una scuola di gestione imprenditoriale incredibile: affrontare un bilancio o analizzare le strategie di una cooperativa ti apre la mente e ti offre prospettive che poi applichi direttamente nella tua azienda.
Per il futuro, credo che le cooperative resteranno un punto fermo imprescindibile: non servono solo a risparmiare sui costi, ma a fare comunità. Insieme ad altri agricoltori possiamo scambiare conoscenze e, soprattutto, orientare la cooperativa affinché risponda alle necessità reali di chi lavora la terra ogni giorno.
La nostra filosofia non insegue i record produttivi a ogni costo: preferiamo guardare le nostre vacche negli occhi e vederle serene, sane e tranquille.







