Attese del mercato lattiero-caseario italiano

Il mercato lattiero-caseario italiano affronta un 2026 di transizione, caratterizzato da una lenta risalita dei prezzi alla stalla.

Il mercato del latte in Italia affronta un 2026 complesso. I prezzi alla stalla paiono ora lentamente risalire dopo i repentini cali successivi, va detto, ai picchi passati. In tale contesto le grandi filiere DOP (Grana Padano e Parmigiano Reggiano) confermano il proprio ruolo fondamentale per il posizionamento del comparto nazionale. 

Di questo si è discusso al seminario organizzato da CLAL e TESEO il 24 giugno presso Latteria Soresina Società Cooperativa Agricola – primo produttore mondiale di Grana Padano.

L’apertura dei lavori, affidata al Presidente di Latteria Soresina Tiziano Fusar Poli, è stata l’occasione per ricordare coraggio e visione visionaria agita dall’eterogeneo gruppo di fondatori della cooperativa nel lontano febbraio 1900. 

L’allora sede storica rimane ancor oggi il fulcro degli attuali otto stabilimenti aziendali: il legame col territorio sottolinea l’importanza odierna dei valori ereditati, come concordia* – intesa come ricerca della sintesi democratica, etica e passione, competenza e spinta alla crescita ed al miglioramento continuo. 

Due grandi sfide ci attendono: coniugare efficacemente tradizione ed innovazione ed essere ancora più performanti, nella capacità di portare in maniera valoriale i nostri meravigliosi prodotti nel mondo anche puntando su modelli organizzativi integrati con altre realtà imprenditoriali che condividano questa visione”.

Il fondatore di CLAL, Angelo Rossi, ha poi presentato con orgoglio la squadra di otto giovani professionisti che oggi compone il team. Ricordando gli inizi dell’azienda, Rossi ha sottolineato come curiosità, rigore e ricerca continuino a guidare lo spirito del gruppo.

Ha preso così il via una serie di interventi focalizzati su un concetto chiave: in un contesto in rapida evoluzione, è determinante sviluppare una solida cultura dei dati (sia aziendali sia macroeconomici), utili prendere decisioni rapide e consapevoli: presupposto per rispondere efficacemente alle continue sfide e opportunità dei mercati. 

Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur» – Con la concordia le piccole cose crescono, con la discordia anche le più grandi vanno in rovina.

GESTIONE DEL RISCHIO E CULTURA DEL DATO 

L’analisi dei dati rappresenta una competenza cruciale che anche gli imprenditori agricoli devono allenare per reagire rapidamente e gestire il rischio d’impresa. In uno scenario instabile segnato da crisi ricorrenti (permacrisi), s’impone un’organizzazione che offra informazioni tempestive per rispondere ai mutamenti del contesto. Alle scelte tattiche di breve periodo occorre così affiancare decisioni strategiche di medio-lungo termine. 

I MACRO-TREND GLOBALI: COSTI, CLIMA E MERCATI 

L’analisi di TESEO relative ai trend registrati e attesi dei fattori produttivi (costi energetici, carburanti, fertilizzanti e plastiche), legati all’indice di rischio geopolitico e all’andamento climatico hanno riscosso il consueto interesse. In particolare anche gli effetti del riscaldamento globale influenzano i mercati e le rese colturali. Presentato poi l’indice sul “Costo delle Razioni per la bovina da latte in Lombardia” in collaborazione con la Regione, ARAL e il sistema camerale si è accennato alle criticità della maiscoltura. 

A livello globale il mercato lattiero-caseario supera il valore di mille miliardi di dollari e le prospettive per i prossimi anni indicano uno sviluppo costante del settore anche in UE, trainato dai grandi player pronti a cogliere i nuovi trend nei consumi. Lo studio del CLAL evidenzia come la crescita della produzione mondiale si stia attenuando, sebbene si registri un’impennata delle consegne in Germania. Con una domanda mondiale in aumento, si prevede una crescita produttiva fino a ottobre 2026. L’analisi dei diversi fattori porta anche CLAL a stimare un lieve recupero del prezzo medio alla stalla in Unione Europea. 

LO SCENARIO ITALIANO: ECCELLENZE E SFIDE STRUTTURALI 

La fase calante dei prezzi di fine 2025 appare archiviata; il mercato cerca un equilibrio teso ad avviare un trend di lenta ripresa. In Italia si evidenziano dinamiche specifiche: 

Autosufficienza e territorio: L’autosufficienza italiana di latte vaccino ha raggiunto il 93%, con la Lombardia che concentra il 46,5% del potenziale produttivo nazionale. Tale concentrazione solleva interrogativi sulla sostenibilità complessiva del sistema-paese, rendendo necessari interventi a sostegno della zootecnia di montagna. 

Dinamiche e consumi: Le consegne crescono (+4,0% nel primo trimestre 2026 rispetto al 2025), mentre calano le importazioni di latte sfuso. Nei consumi interni, i formaggi freschi trainano la crescita, yogurt e formaggi si confermano dinamici e si arresta la flessione del latte alimentare. 

Il ruolo delle DOP: Nel 2024, il 46% del latte italiano è stato valorizzato tramite DOP, principalmente Grana Padano (24%) e Parmigiano Reggiano (16%). Dei sei milioni di forme di Grana Padano il 52% è stato destinato all’export. 

Export: L’Italia resta leader nell’export e il “Made in Italy” si conferma vincente, con stime di fatturato del comparto al livello record di 28,5 miliardi di euro. Nel primo trimestre 2026, l’export di formaggi si è concentrato nell’UE, che assorbe il 70,5% dei volumi (+6% sul 2025). L’Italia si attesta come primo esportatore UE verso i mercati extra-UE. L’area extra-europea rappresenta il 12,3% del totale (+4%), anche se nei primi tre mesi del 2026 l’export verso gli USA ha registrato un -11,4% (pari al 6,2% del totale esportato), flessione da verificare se legata alla concentrazione delle vendite nel 2025 prima dell’introduzione dei dazi. 

NUOVE TENDENZE DI CONSUMO

In un contesto di crescita debole, i formaggi DOP mantengono un forte appeal. Specie all’estero il comparto dimostra capacità di adattamento, oltre che valorizzando la tradizione, intercettando le nuove tendenze che premiano prodotti senza lattosio o ad alto contenuto proteico. 

L’ultimo intervento ha posto un interessante interrogativo che vuol essere anche uno stimolo: gli operatori italiani, oltre che fare leva sulla distintività delle filiere DOP, sapranno cogliere, magari con iniziative comuni, anche le opportunità dei mercati emergenti? In tali mercati, la versatilità del latte consente di generare valore anche dalla scomposizione dei singoli ingredienti destinati ad alimenti funzionali rivolti alle esigenze di una crescente fetta di consumatori moderni. 

La recente contrazione dei mercati – legata alla maggiore disponibilità di latte europeo e italiano e alla forte concorrenza globale – ha riproposto questioni strutturali che la precedente intonazione positiva delle quotazioni aveva riposto sullo sfondo. Di tutto ciò si è animato il dibattito finale tra gli ospiti del seminario. 

* «Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur» – Con la concordia le piccole cose crescono, con la discordia anche le più grandi vanno in rovina – sul muro della Sala Assemblee della cooperativa Latteria Soresina, tra le altre, si legge tale citazione di Sallustio.

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