Si può fare

La Cooperativa Sociale "Si può fare", nata nel 2013 nella Val di Noto, coniuga la salvaguardia del territorio siciliano con l'inclusione lavorativa di persone fragili.

In Sicilia progetti di agricoltura sociale e biologica tendenti alla salvaguardia di beni e terre dismessi a rischio di incuria e abbandono

Cura delle persone e cura del territorio: dall’intersezione virtuosa di questi due ambiti di intervento sociale nasce, nel luglio del 2013, il progetto della Cooperativa Sociale Onlus Si può fare.

Il territorio è quello del Val di Noto, nel Sud-Est siciliano, inserito nel 2002 nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua enorme ricchezza naturalistica, storica e architettonica.

Le persone alle quali sono rivolti i servizi di assistenza e cura della Cooperativa sono persone, in difficoltà (disabili psichici, persone con problemi legati alle dipendenze, sottoposte a misure restrittive, migranti, a rischio di emarginazione). Mission della Cooperativa è dunque quella di coniugare gli interventi di accoglienza e assistenza con percorsi educativi orientati all’inserimento lavorativo in ambito agricolo.

Da qui il programma di Agricoltura Sociale sviluppato dalla Cooperativa in sinergia con la Diocesi e il Dipartimento di Salute Mentale di Noto, con il Consorzio Cascina Clarabella e alcune altre realtà del privato e del terzo settore.

La filosofia di Si può fare è così riassumibile: “recuperare e integrare le persone in difficoltà strappandole all’isolamento e all’inerzia e restituendo loro un ruolo attivo attraverso l’inserimento lavorativo in progetti di agricoltura sociale e biologica, tendenti, a loro volta, alla salvaguardia di beni e terre dismessi a rischio di incuria e abbandono”.

AGRICOLTURA SOCIALE E TERRITORIO

Arrivando all’azienda agricola di contrada Zisola, a pochi chilometri dal quel gioiello di architettura barocca, storia e cultura che è Noto, si viene colpiti dalla straordinaria bellezza del paesaggio collinare che degrada dolcemente verso il mare. Su queste colline verdi e morbide si stendono come giardini agrumeti, orti, oliveti e mandorleti; qui la cura e il lavoro dell’uomo traggono il meglio dalla terra fertile e dal clima mite del Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale.

L’azienda della Cooperativa Si può fare ha un’estensione di oltre 170 ettari, tutti coltivati secondo i principi e i metodi dell’agricoltura biologica e sinergica. Questa la visione che ispira le scelte effettuate dalla Cooperativa: “L’orto sinergico è il modo più rispettoso per la natura che si possa concepire per coltivare la terra: promuove meccanismi di autofertilità del terreno, senza arature né concimi, ma associando particolari piante per ogni esigenza, un nuovo modo di concepire il rapporto tra l’agricoltore e la sua terra”.

L’altro fondamentale pilastro su cui è stata costruita l’attività imprenditoriale della Cooperativa è la vocazione verso la cosiddetta agricoltura sociale, che da sempre ha rappresentato un ambito privilegiato di attenzione e di applicazione per la cura e la riabilitazione delle persone svantaggiate.

Da queste due chiare e solide linee guida è sorta e si è sviluppata un’azienda che vede, anno dopo anno, crescere di pari passo, da un lato il numero delle persone assistite proficuamente inserite in azienda e nella filiera, dall’altro la qualità del lavoro svolto, testimoniata dal livello di produttività, ai risultati della commercializzazione dei prodotti e dall’apprezzamento ricevuto da parte non solo degli acquirenti, ma anche di tutta la comunità e di quei fruitori speciali che sono gli chef che lavorano sul territorio.

Una nota a margine: la bellezza naturale del territorio circostante è stata sapientemente valorizzata dagli interventi di “architettura del paesaggio” affidati agli architetti Salvatore Spataro e Paolo Barboni, insigniti per questo progetto della Menzione d’Onore al concorso internazionale LOOP Design Awards 2021 nella categoria “Landscape”.

PRODUZIONE E CANALI DI VENDITA

Al centro della tenuta di contrada Zisola, in una posizione dominante da cui si gode una splendida vista sulla distesa di terre coltivate, sorge un grande edificio, sede dell’azienda e cuore della produzione.

Al suo interno, infatti, trovano posto il magazzino per lo stoccaggio dei prodotti dell’orto che vengono poi conferiti alla GDO, il mercatino aperto al pubblico dal lunedì al sabato e due spaziose sale destinate all’accoglienza dei visitatori e alle degustazioni.

Il tutto arricchito da preziose scelte di interior design, anche queste firmate dall’architetto Salvatore Spataro.

AGRICOLTURA SOCIALE E RISTORAZIONE ETICA: NUOVE PROSPETTIVE DI CRESCITA

Il sodalizio tra agricoltura sociale e ristorazione etica è uno di quegli incontri inevitabili, al giorno d’oggi, quando si scelgono come coordinate della propria attività la sostenibilità ambientale e del lavoro. Anche la ristorazione etica, come l’agricoltura sociale, si prefigge di aumentare le chances di inserimento lavorativo per le persone svantaggiate, accogliendole all’interno di una cucina e dando loro la possibilità di esprimersi attraverso l’arte del cibo.

Questa è la direzione verso cui la Cooperativa Si può fare sta muovendo i primi passi e su cui sta investendo per il prossimo futuro in termini di progettualità ed energie.

Le prime esperienze sono state compiute nell’estate 2021, quando gli splendidi giardini di contrada Zisola sono stati trasformati in un suggestivo dehors per ospitare brunch e cene. Dietro ai fornelli, tra gli altri, anche i ragazzi che stanno seguendo il percorso di inserimento in azienda offerto dalla Cooperativa. Un primo test per una nuova, coraggiosa sfida, ampiamente superato se si considera il numero di prenotazioni e il gradimento dimostrato dai partecipanti.

Un evento straordinario ha ulteriormente ribadito il connubio possibile e necessario tra i valori comuni all’agricoltura biologica e sociale e alla cucina etica e sostenibile. Infatti, la chef stellata Viviana Varese ha organizzato, sempre nell’incantevole cornice di contrada Zisola, una cena di otto portate per la tappa siciliana di “The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in Tour”, evento che ha accomunato venti Paesi di tutto il mondo e che si propone di deliziare i palati sostenendo importanti cause sociali.

Accanto a lei, una brigata di chef italiani e internazionali costituitasi per l’occasione. Il ricavato della cena è stato interamente devoluto alla Cooperativa per sostenerne i progetti e le attività a favore dei soggetti fragili di cui si prende cura.

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